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Dialoghi. Sull’arte, la terapia, la cura

Da oggi disponibile nelle librerie Dialoghi. Sull'arte, la terapia, la cura (Edizioni Magi) che ho scritto con l'amico e collega Daniele Ribola. I Dialoghi non sono nati con una finalità pubblica (editoriale, seminariale ecc.) ma come un gioco privato, per il piacere e la passione di esercitare un "gesto" che nel ripetersi ha saputo creare sguardi ...

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Dialoghi 10 - Franco Loi e il compagno calciatore

      […] Dopo la conferenza che feci con Franco Loi e Brocciato, altro poeta interessantissimo, andammo a cena insieme. Cosa ti aspetteresti da un poeta così importante, elevato e colto? Durante la cena Loi ricordava con grande commozione un suo compagno di classe delle scuole medie che giocava a calcio in modo straordinario; ne par...

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Dialoghi - Chat 3: narcisismo e trascendenza

     Secondo me il narcisismo è uno sguardo mancato, non solo da parte della madre, cosa abbastanza riconosciuta ed evidente, ma uno sguardo mancato su di sé; è una mancata riflessione sulla propria trascendenza. Quando una persona si guarda e non vede la trascendenza, cade, in un certo senso, nello specchio, nel suo riflesso simmetr...

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Dialoghi - Chat 2: continuando con la resilienza

      Dovremmo cercare in terapia il fattore di resilienza.      Certo, potremmo chiederci qual è la combinazione di elementi che attiva la funzione di resilienza. Uno dei fattori fondamentali è la possibilità di accedere alla dimensione archetipica perché capace di riassorbire la scissione avvenuta a livello comp...

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Dialoghi - Chat 1: Resilienza

      Il tema dell'intensità dell'esperienza diventa un tema centrale. Esistono delle esperienze che restano indelebili, sono delle tracce che si interfacciano nel corso della vita sia con la narrazione che si fa su quell'esperienza (che è sempre una ri-narrazione), sia con ciò che si riesce a costruire a fianco di quell'esperie...

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Dialoghi - Chat 4: creature unicellulari e visionarie

     Penso che l'ispirazione che traccia il destino inizi sin da piccoli. Quando avevo tre anni, andavo con mio nonno a cercare fossili in Francia. Lì già mi ponevo delle domande. Per me era una meraviglia. Qualcuno, tempo fa, mi ha chiesto perché ho scelto di fare l'analista e io ho risposto: «Perché mio nonno mi portava a cercare f...

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Dialoghi - Chat 5: una notte al Musée Picasso di Parigi

     In una recente puntata di La Grande Librairie, sul canale TV France5, la scrittrice e psichiatra Lydie Salvaire (Premio Gon- court, 2014) parlava del suo ultimo libro Marcher jusqu'au soir. L'editore Stock invita la scrittrice a dormire al Musée Picasso di Parigi durante la mostra Picasso-Giacometti. Dopo molte esita- zioni la S...

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Dialoghi - Chat 6: le memorie del corpo

     …ci costringe a fare i conti con tutto un altro principio regolatore legato alla lentezza, alla sensazione, al lento procedere sulla terra… Mi viene in mente il vecchio Edipo cieco che appoggia la sua mano sulla spalla della figlia/sorella Antigone. Quel re che voleva vedere tutto lucidamente e in fretta nella luminosità e preci...

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Dialoghi - Chat 7: Lo smarrimento nel gioco della vertigine

      Ri-creare significa creare sempre nuovamente qualcosa trasgredendo e questo ci porta sempre sui confini della vertigine. Trasgredire per accedere alle parti più vere di sé in favore di uno stile di vita personale, unico, completo, intero. Caillois, nel libro bellissimo che citavi, parlando del gioco dei bambini che spesso ...

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Dialoghi - Chat 8: L’infinita riproducibilità delle immagini

     È come se non dovessimo credere sino in fondo alla realtà, ma nello stesso tempo fosse fondamentale desiderarla: saper divenire natura, saper divenire un paesaggio, saper divenire roccia, saper divenire un piccolo filo d'erba. Diventa allora l'esperienza di un paradosso vitale e vivente: amare ciò che non esiste. Se ci pensiamo,...

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Dialoghi - Chat 9: Puer e Senex un viaggio infinito

     […] È come se il corpo ci mandasse segnali che rappresentano il limite, la vecchiaia ecc. e il Puer che porti in te parlasse invece d'altro, di qualcosa che non può spegnersi. Però devi riportarlo dentro, in qualche modo e a un certo punto della vita, restituirlo, magari dentro una forma d'arte...     Sì, ed è anche il...

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Parteciperanno alle varie puntate esponenti di spicco nel panorama culturale, artistico e psicoanalitico italiano.

Vi diamo appuntamento ogni mercoledì per i nuovi episodi.

Inizia un viaggio inaspettato: quello che doveva essere un semplice podcast su un libro si è trasformato in qualcosa di molto più ampio e profondo. Luigi Ghirri dentro lo scatto di un analista è solo uno stimolo iniziale per dare modo ai tanti ospiti di raccontarsi, di proporre la propria visione sul libro, sulla clinica, sull'arte e, forse, sulla vita. La domanda che rimarrà sospesa fino alla fine di ogni episodio è sempre la stessa: cosa significa pensare per immagini.

 

C'è una domanda che attraversa i secoli e che Cervantes ha formulato meglio di chiunque altro: chi è davvero il folle,  chi sogna o chi ha rinunciato a sognare? In questa serie di podcast, lo psicoanalista Ivan Paterlini e il critico musicale Alberto Mattioli si incontrano intorno a una delle opere più visionarie del repertorio lirico: il Don Quichotte di Jules Massenet, andato in scena al Teatro Ponchielli di Cremona nella regia di Kristian Fredric. Un'opera in cui la follia si fa rivelazione, la morte metamorfosi, la nostalgia una forma inattesa di salvezza. Il loro dialogo è un viaggio a due voci , e a due sguardi,  tra Cervantes, Jung e Massenet. Da un lato la musica, con la sua capacità di rendere udibile l'invisibile.