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Pensieri preparativi verso Ghirri… (parte 3)

"Non possiamo mai
separarci totalmente da quel primo sguardo riflesso nel nostro, ma
possiamo gettare continui ponti con il mondo; ed è in quel tragitto
"fragile" che nascono i fermi immagine e i fotogrammi in movimen-
to: una tecnologia al servizio di una nostra verità che sa generare
e motivare il cammino. Ghirri spesso cercava quel primo sguardo
(così immagino io) fotografando i riflessi nelle vetrine, dove l'oc-
chio esterno si confonde con quello interno evidenziando che nes-
suno può vivere isolato dal mondo: un luogo esiste e appartiene in
relazione a chi lo abita e chi lo abita esiste se riconosciuto dentro i
riflessi percepiti nelle vetrine del luogo."

Ivan Paterlini
Ivan Paterlini
Lettere dall'Oriente e oltre: un incontro casuale ...
Pensieri preparativi verso Ghirri… (parte 2)

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Parteciperanno alle varie puntate esponenti di spicco nel panorama culturale, artistico e psicoanalitico italiano.

Vi diamo appuntamento ogni mercoledì per i nuovi episodi.

Inizia un viaggio inaspettato: quello che doveva essere un semplice podcast su un libro si è trasformato in qualcosa di molto più ampio e profondo. Luigi Ghirri dentro lo scatto di un analista è solo uno stimolo iniziale per dare modo ai tanti ospiti di raccontarsi, di proporre la propria visione sul libro, sulla clinica, sull'arte e, forse, sulla vita. La domanda che rimarrà sospesa fino alla fine di ogni episodio è sempre la stessa: cosa significa pensare per immagini.

 

C'è una domanda che attraversa i secoli e che Cervantes ha formulato meglio di chiunque altro: chi è davvero il folle,  chi sogna o chi ha rinunciato a sognare? In questa serie di podcast, lo psicoanalista Ivan Paterlini e il critico musicale Alberto Mattioli si incontrano intorno a una delle opere più visionarie del repertorio lirico: il Don Quichotte di Jules Massenet, andato in scena al Teatro Ponchielli di Cremona nella regia di Kristian Fredric. Un'opera in cui la follia si fa rivelazione, la morte metamorfosi, la nostalgia una forma inattesa di salvezza. Il loro dialogo è un viaggio a due voci , e a due sguardi,  tra Cervantes, Jung e Massenet. Da un lato la musica, con la sua capacità di rendere udibile l'invisibile.