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Pensieri preparativi verso Ghirri… (parte 2)

Pensando all'opera di Proust, il ritorno del passato perduto può avvenire solo attraverso l'arte e, nello specifico dello scrittore francese, tramite il romanzo e la letteratura. Il recupero del passato è sempre una nuova narrazione spinta da ragioni di adattamento alla vita, di sovrapposizioni di memorie, di rimossi, oblii, metamorfosi e tanto altro. E' una narrazione che ci aiuta a vivere il futuro, anche se non è mai sufficiente e sempre mancante. Attraverso l'arte incarnata (non in quanto sapere acquisto, bensì in qualità di esperienza percepita) e vissuta come creatori o fruitori, qualcosa si tocca; non solo come semplice epifania di un'illusoria ricostruzione storica e oggettiva, ma attraverso lampi istantanei di riconfigurazione tra tempi diversi della vita: una mito-biografia. "Siamo come un piroscafo che incrocia un altro piroscafo e c'è un'ignota nostalgia del passaggio."

Ivan Paterlini
Ivan Paterlini
Pensieri preparativi verso Ghirri… (parte 3)
Pensieri preparativi verso Ghirri… (parte 1)

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Parteciperanno alle varie puntate esponenti di spicco nel panorama culturale, artistico e psicoanalitico italiano.

Vi diamo appuntamento ogni mercoledì per i nuovi episodi.

Inizia un viaggio inaspettato: quello che doveva essere un semplice podcast su un libro si è trasformato in qualcosa di molto più ampio e profondo. Luigi Ghirri dentro lo scatto di un analista è solo uno stimolo iniziale per dare modo ai tanti ospiti di raccontarsi, di proporre la propria visione sul libro, sulla clinica, sull'arte e, forse, sulla vita. La domanda che rimarrà sospesa fino alla fine di ogni episodio è sempre la stessa: cosa significa pensare per immagini.

 

C'è una domanda che attraversa i secoli e che Cervantes ha formulato meglio di chiunque altro: chi è davvero il folle,  chi sogna o chi ha rinunciato a sognare? In questa serie di podcast, lo psicoanalista Ivan Paterlini e il critico musicale Alberto Mattioli si incontrano intorno a una delle opere più visionarie del repertorio lirico: il Don Quichotte di Jules Massenet, andato in scena al Teatro Ponchielli di Cremona nella regia di Kristian Fredric. Un'opera in cui la follia si fa rivelazione, la morte metamorfosi, la nostalgia una forma inattesa di salvezza. Il loro dialogo è un viaggio a due voci , e a due sguardi,  tra Cervantes, Jung e Massenet. Da un lato la musica, con la sua capacità di rendere udibile l'invisibile.