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Lettere dall'Oriente e oltre: un incontro casuale tra mondi (pt. 1)

In un curioso gioco del destino, poco prima della mia partenza per Bangkok, ricevetti una telefonata inaspettata dal mio caro amico Davide, psichiatra di professione. Mi rivelò che stava per intraprendere un viaggio verso la Nuova Zelanda, dove avrebbe lavorato con la comunità Maori presso un centro di salute mentale per utenti Maori provenienti dalle isole del Pacifico. Con mia grande sorpresa, anche lui avrebbe fatto tappa a Bangkok per qualche giorno.

Questa straordinaria coincidenza – due amici diretti verso l'altra parte del mondo, con percorsi che si sarebbero incrociati nella vibrante capitale thailandese – ha dato vita a uno scambio epistolare. Le nostre lettere, impregnate di riflessioni etno-psichiatriche, offrono uno sguardo su culture distanti attraverso la lente delle nostre diverse esperienze professionali.

Abbiamo deciso di condividere questa corrispondenza (includendo anche alcuni scatti fotografici), un dialogo tra Occidente - Oriente e Oceania che esplora il rapporto tra cultura, mente e guarigione in contesti profondamente diversi dal nostro.

Ivan Paterlini
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Parteciperanno alle varie puntate esponenti di spicco nel panorama culturale, artistico e psicoanalitico italiano.

Vi diamo appuntamento ogni mercoledì per i nuovi episodi.

Inizia un viaggio inaspettato: quello che doveva essere un semplice podcast su un libro si è trasformato in qualcosa di molto più ampio e profondo. Luigi Ghirri dentro lo scatto di un analista è solo uno stimolo iniziale per dare modo ai tanti ospiti di raccontarsi, di proporre la propria visione sul libro, sulla clinica, sull'arte e, forse, sulla vita. La domanda che rimarrà sospesa fino alla fine di ogni episodio è sempre la stessa: cosa significa pensare per immagini.

 

C'è una domanda che attraversa i secoli e che Cervantes ha formulato meglio di chiunque altro: chi è davvero il folle,  chi sogna o chi ha rinunciato a sognare? In questa serie di podcast, lo psicoanalista Ivan Paterlini e il critico musicale Alberto Mattioli si incontrano intorno a una delle opere più visionarie del repertorio lirico: il Don Quichotte di Jules Massenet, andato in scena al Teatro Ponchielli di Cremona nella regia di Kristian Fredric. Un'opera in cui la follia si fa rivelazione, la morte metamorfosi, la nostalgia una forma inattesa di salvezza. Il loro dialogo è un viaggio a due voci , e a due sguardi,  tra Cervantes, Jung e Massenet. Da un lato la musica, con la sua capacità di rendere udibile l'invisibile.