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Elementi di dialogo tra fotografia e psicologia

Prefazione a cura di Monica Mazzolini (Ivan Paterlini - 2025 - "Luigi Ghirri dentro lo scatto di un analista" - Mimesis Edizioni - p.12)

"Elementi di dialogo tra fotografia e psicologia sono lo spazio e la latenza che si possono anche declinare con i concetti di confine e di tempo. Il primo termine presuppone un interno e un esterno, un dentro e un fuori, un'inclusione e un'esclusione e rappresenta un limite il cui significato etimologico si fonda su due sostantivi, opposti nel significato, di radice latina. Il limes è barriera, muro, qualcosa di invalicabile, che impedisce, che toglie la possibilità di essere attraversato. Crea, con il pensiero o con l'ausilio di mezzi simbolici o materiali, una netta cesura tra spazi differenti. Il limen è soglia, varco, qualcosa da trasgredire che permette il passaggio e lo scambio in entrambe le direzioni. Può essere reale, fisico o immaginario ed emotivo. Partendo da quest'assunto si evince che lo spazio, più o meno esteso, ha un perimetro, una linea di demarcazione che è allo stesso tempo chiusura e contatto. Il confine non serve soltanto a dividere ma costituisce anche un luogo di incontro con l'altro."

Disegni a penna su carta di Daniela Nasoni (Ivan Paterlini - 2025 - "Luigi Ghirri dentro lo scatto di un analista" - Mimesis Edizioni - p.35)
IL LIBRO. “Luigi Ghirri dentro lo scatto di un ana....
Luigi Ghirri, disponibile nelle librerie dal 18 ap....

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Parteciperanno alle varie puntate esponenti di spicco nel panorama culturale, artistico e psicoanalitico italiano.

Vi diamo appuntamento ogni mercoledì per i nuovi episodi.

Inizia un viaggio inaspettato: quello che doveva essere un semplice podcast su un libro si è trasformato in qualcosa di molto più ampio e profondo. Luigi Ghirri dentro lo scatto di un analista è solo uno stimolo iniziale per dare modo ai tanti ospiti di raccontarsi, di proporre la propria visione sul libro, sulla clinica, sull'arte e, forse, sulla vita. La domanda che rimarrà sospesa fino alla fine di ogni episodio è sempre la stessa: cosa significa pensare per immagini.

 

C'è una domanda che attraversa i secoli e che Cervantes ha formulato meglio di chiunque altro: chi è davvero il folle,  chi sogna o chi ha rinunciato a sognare? In questa serie di podcast, lo psicoanalista Ivan Paterlini e il critico musicale Alberto Mattioli si incontrano intorno a una delle opere più visionarie del repertorio lirico: il Don Quichotte di Jules Massenet, andato in scena al Teatro Ponchielli di Cremona nella regia di Kristian Fredric. Un'opera in cui la follia si fa rivelazione, la morte metamorfosi, la nostalgia una forma inattesa di salvezza. Il loro dialogo è un viaggio a due voci , e a due sguardi,  tra Cervantes, Jung e Massenet. Da un lato la musica, con la sua capacità di rendere udibile l'invisibile.