Caro Ezio Bosso

Caro Ezio Bosso

Citavo qualche settimana fa in un articolo Janchelevitch, quando scrive che "là dove finiscono le parole inizia la musica", come se non ci fosse la possibilità di tradurla verbalmente, perché essa sa esprimere ciò che non si può con il segno delle parole.

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La nostra musica per aiutarci ad elaborare angosce e traumi

La nostra musica per aiutarci ad elaborare angosce e traumi

Ascoltare la musica profondamente, apre nuove vie di ricerca che non avevo mai sognato. A causa di quello che mi hai mostrato questo pomeriggio-non solo quello che hai detto, ma quello che ho sentito e di cui ho fatto esperienza concretamente-sento che da adesso in poi la musica dovrà essere una parte essenziale dell’analisi. Essa raggiunge il profondo materiale archetipico che solo qualche volta conseguiamo nel nostro lavoro analitico con i pazienti. Questo è notevole e meraviglioso.

Carl Gustav Jung

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Le fiabe e le verità scomode: come raccontare ai più piccoli la pandemia

Le fiabe e le verità scomode: come raccontare ai più piccoli la pandemia

Quanto possono le fiabe aiutarci nel condividere con i più piccoli quanto sta accadendo in tempo di pandemia? Quanto possono sorprenderci e accompagnarci nella comprensione inconscia del periodo che stiamo vivendo? Le fiabe, con la loro cruenza e spesso incomprensibilità, sono l’espressone più pura, genuina e semplice di ciò che inconsciamente appartiene alla psiche collettiva. Come i miti, sanno farci scoprire i fondamenti della psiche umana perché riflettono con grandissima precisione le matrici delle nostre strutture psichiche e archetipiche.

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Il gioco in tempo di guerra

Il gioco in tempo di guerra

Quanto è importante il gioco in tempo di guerra e nelle situazioni difficili della vita? il mito parla dell'amore tra la dea della fortuna Tyche e Ares, un atto d'amore improvviso tra fortuna e guerra che genera il gioco, la casualità che si accompagna alla sfida. Qui troviamo la radice mitica del gioco e di questo mettere insieme aleatorietà (Kubeuo) e scontro (Agon).

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Nuovo Cinema Paralitico di Franco Arminio e Davide Ferrario

Nuovo Cinema Paralitico di Franco Arminio e Davide Ferrario

L’ultimo come sospensione vitale tra il frastuono del mondo

L’Italia dell’ultimo banco: prima parte di un film in 9 puntate, Nuovo Cinema Paralitico, che verrà pubblicato settimanalmente come fossero capitoli di un intero che solo alla fine riusciremo veramente a titolare (www.corriere.it/nuovo-cinema-paralitico/). Un lavoro di Franco Arminio e Davide Ferrario, poeta e regista da sempre molto attenti all’educazione dello sguardo, a ciò che sta fuori nel mondo ed è dimenticato dal mondo.

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L’archetipo invisibile della vita. Tutte le cose del mondo risuonano d’infinito

L’archetipo invisibile della vita. Tutte le cose del mondo risuonano d’infinito

Borges, un autore che amo molto, narrava di un pittore che volendo dipingere il mondo, dipinse laghi, colline e monti e boschi, barche e animali morti e uomini. Alla fine della vita, mettendo insieme i quadri e i disegni si accorge che questo immenso collage costruiva il suo volto. (intervista a Luigi Ghirri, niente di antico sotto il sole, SEI Torino: 1997)

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Coronavirus: supermercati assaltati e scaffali vuoti…

Coronavirus: supermercati assaltati e scaffali vuoti…

Fatta la tara sulla gravità della situazione in Italia e nel mondo, non foss'altro per rispetto dei morti, dei contagiati, degli isolamenti imposti, ecc… resta comunque "l'occasione" per una riflessione antropologica e psicologica importante da fare che ci dovrebbe indurre a rivedere e ri-parametrare abitudini, percezioni e false credenze costruite sul nulla, o quasi nulla.

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Sul cavalletto dell’analista le province ferite: Anne e Barnaba nel museo di Reims

Sul cavalletto dell’analista le province ferite: Anne e Barnaba nel museo di Reims

È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. La vita è ciò che facciamo di essa […]. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo. (Pessoa F., Il libro dell’inquietudine)

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Mindfulness come esercizio di riconoscimento simbolico - Mosse estetiche tra Presenza e sguardo

Mindfulness come esercizio di riconoscimento simbolico - Mosse estetiche tra Presenza e sguardo

  1. L’epidermide del mondo

James Turrell è un artista legato all’Arte ambientale e uno dei maggiori esponenti di Light and Space. Le opere di Turrell coinvolgono esplorazioni di luce e di spazio e molte delle sue ricerche si basano sulla deprivazione sensoriale. Lo spettatore attraverso lo smarrimento, viene indotto in uno stato di visione riflessiva che l’artista chiama “vedere voi stessi vedere”, rendendolo consapevole della funzione dei suoi sensi e della luce come sostanza tangibile. Divenire coscienti della nostra esperienza senza cercare di forzarla e modificarla. Ciò che l’autore ci induce a provare davanti alle sue creazioni si avvicina ad una percezione di assenza e, nello stesso istante, di intensa presenza, di stabilità e instabilità; è una percezione del tempo e dello spazio molto vicina alla sensazione di vuoto e di invisibile. Dentro questa forma, si può percepire il silenzio come origine e matrice di parole e di suoni.

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Gli adolescenti e la morte

Gli adolescenti e la morte

Week-end scorso a Vinci (Firenze), una dicianovenne muore forse con un cocktail di pastiglie in corpo: insieme a lei, tutte le stragi del sabato sera, mi fanno riflettere su alcuni temi legati all’adolescenza e ai tanti ragazzi che ho cercato e cerco tutt’oggi di comprendere come analista e psicoterapeuta.

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Telmo Pievani - Imperfezione. Una storia naturale

Telmo Pievani - Imperfezione. Una storia naturale

“Il tutto è precario perché non è perfetto, perché non è necessario e compiuto in sé, perché avrebbe potuto essere diversamente […], congiunzioni storiche… imprevedibili rispetto a quanto le precede… e decisive per quanto accade dopo. Dentro l’imperfezione…, il nostro piccolo quartiere non ha proprio nulla di speciale. Siamo a 27000 anni luce dal centro di una normale galassia a spirale, la Via Lattea, in mezzo a uno dei suoi bracci periferici, lo sperone di Orione. Con i suoi almeno 100 miliardi di stelle, la nostra galassia fa parte di un ammasso modesto di 50 galassie noto come Gruppo Locale, a sua volta uno dei cento che compongono il superammasso Vergine, ed entrerà in collisione con la galassia di Andromeda tra circa 400 milioni di anni.”

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Dialogo con Paolo Mezzadri

Dialogo con Paolo Mezzadri

 

Dialogo con Paolo Mezzadri

Nino scritto ieri…ti amo tutti i secondi ma non saprei come amarti per un minuto

Paolo Mezzadri: Mi sono emozionato molto leggendo il tuo articolo sulla mia opera “Il gioco e il tempo”. Come se avessi il telepass per arrivare all’anima della mia arte; mi ha provocato un senso di benessere: ho capito che non si è mai totalmente soli perché a diverse stratificazioni e consapevolezze, apparteniamo. Per un artista che ha perso la fede da molto tempo, non è poco.

Ivan Paterlini: cosa intendi dire Paolo “ho perso la fede”?

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I volti e i luoghi tra memoria e rappresentazione

I volti e i luoghi tra memoria e rappresentazione

Visages villages è un documentario francese del 2017 diretto da Agnès Varda e JR. Al Festival di Cannes 2017 ha vinto il premio de L'Œil d'or, mentre nell'ambito dei Premi Oscar 2018 ha ricevuto la candidatura nella categoria "miglior documentario".

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