Nel laboratorio nel silenzio
Dialogo tra Ivan Paterlini e Paolo Mezzadri
Mi rendo conto, col tempo, che il silenzio è l'unico vero antidoto alle brutture.
Non urla, non pretende, non spiega nulla.
Ti avvolge, semplicemente. È come entrare in un grande involucro trasparente, dove tutto finalmente tace. Lì dentro qualcosa cambia. Non serve sforzo, almeno per me: ci entro quasi senza accorgermene. E quando ci sono, sento arrivare le percezioni più sottili, quelle che accompagnano il viaggio, che ti fanno compagnia anche quando non c'è nessuno. È come se, in quel silenzio, una parte invisibile del mondo si facesse più vicina, come se presenze leggere, spiriti benevoli, camminassero accanto a me, senza rumore.
E allora capisco che non sono mai solo — solo immerso nel respiro del silenzio.
Il silenzio è un cuscinetto sottile che ti permette di prendere fiato. Ti concede lo spazio per comprendere ciò che è stato e accogliere ciò che verrà. Nel suo respiro sospeso puoi raccoglierti, ritrovare il tuo nucleo più autentico, lasciando scorrere, senza trattenerle, le energie — positive o negative —che si agitano subito dopo ogni accadimento. Credo che la maturità di una persona si misuri anche così: nella capacità di abitare la neutralità del proprio silenzio.
Perché il silenzio non è assenza, ma un laboratorio segreto: un luogo dove le esperienze si mescolano, si ricompongono e diventano materia viva di consapevolezza.
Il silenzio è la nostra libreria primordiale, il luogo dove tutto è già accaduto e dove, allo stesso tempo, tutto può ancora germogliare. È lì che impariamo a guardare diversamente, a cogliere altre visioni, altre sfumature, altri attimi.
Bella la simulazione incarnata…poi se ci pensi il silenzio nasce e si allena là dove finiscono le certezze, il silenzio è l'unico linguaggio comune ad ogni essere della terra; quando facevo il volontario a Lourdes capivo gli altri volontari che arrivavano da tutto il mondo in silenzio, usando come riferimenti occhi e mani
il silenzio è l'universo
L'osteria dove ti porterò è il silenzio, tu puoi estraniarti meravigliosamente, il rumore prodotto e' il giornaliero non c'è superfluo,
non c'è prevaricazione.
FOTOGRAFIE
Andrea Bolzoni | Paolo Mezzadri | Stefania Pelosi
FOTOGRAFIE
Andrea Bolzoni | Paolo Mezzadri | Stefania Pelosi
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